Cannabis non è associato a rischio di eventi cardiovascolari: nuovi dati rassicurano i pazienti anziani

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Recenti studi clinici dimostrano che il consumo di cannabis non è associato a rischio di eventi cardiovascolari nei soggetti anziani. Secondo una ricerca pubblicata su Circulation e condotta su oltre 4.000 veterani con malattia coronarica, l’assunzione regolare di cannabis non aumenta la probabilità di infarti, ictus o morte per cause cardiovascolari. Questa scoperta contribuisce a sfatare molti pregiudizi diffusi, fornendo una prospettiva più equilibrata sul profilo di sicurezza della cannabis nella popolazione geriatrica.

La cannabis non è associato a rischio di eventi cardiovascolari in modo statisticamente significativo. Lo studio ha infatti corretto per variabili cliniche e comportamentali, dimostrando che anche tra pazienti con diagnosi di coronaropatia, l’uso di cannabis non comporta un incremento del rischio. Questo dato è cruciale per una maggiore inclusione della cannabis terapeutica nei piani di cura personalizzati destinati agli anziani.

Secondo la letteratura scientifica più recente, la cannabis non è associato a rischio di eventi cardiovascolari nemmeno in studi su larga scala. L’American Journal of Preventive Medicine ha analizzato i dati di oltre 720.000 individui, confermando l’assenza di correlazioni negative. Le evidenze suggeriscono quindi che, se usata in modo consapevole e sotto controllo medico, la cannabis possa essere un’opzione terapeutica valida e sicura anche per pazienti con patologie croniche.

Benefici chiave per i pazienti anziani:

  • Riduzione di sintomi cronici legati a dolore, insonnia, ansia e perdita di appetito.

  • Supporto integrativo in terapie contro Alzheimer, Parkinson e malattie cardiovascolari stabilizzate.

Raccomandazioni per l’utilizzo sicuro:

  • Valutazione medica approfondita prima di iniziare la terapia.

  • Monitoraggio regolare dei parametri vitali e delle interazioni farmacologiche.

Infine, va sottolineato che la cannabis non è associato a rischio di eventi cardiovascolari, anche in pazienti già vulnerabili, se somministrata con criterio. Questo rafforza l’importanza di un approccio basato su evidenze e personalizzazione della cura, promuovendo l’adozione della cannabis terapeutica nel contesto clinico italiano in modo più sereno ed efficace.

Fonte : https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40686207/


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