Un nuovo studio in vitro rivela che la combinazione di cannabinoidi e cisplatino aumenta la mortalità delle cellule tumorali e blocca la loro capacità di ripararsi.
- Carlo Therapy
- Maggio, 13, 2026
- Tik tok

Il tumore della cervice uterina continua a rappresentare una delle sfide oncologiche più complesse a livello globale, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Sebbene il cisplatino sia da anni il farmaco chemioterapico standard per eccellenza, la sua efficacia clinica incontra spesso due grandi ostacoli: la comparsa di gravi effetti collaterali per l’organismo e lo sviluppo di resistenze da parte delle cellule tumorali.
Oggi, una risposta a queste limitazioni potrebbe arrivare dalla ricerca sulla cannabis terapeutica. Un recente studio condotto dal Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Pretoria (Sudafrica), e pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Reports, ha analizzato gli effetti della combinazione del cisplatino con due noti fitocannabinoidi: il $\Delta^9$-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).
I risultati aprono scenari decisamente promettenti per il futuro delle terapie combinate.
L’esperimento: un attacco a tre vie
I ricercatori hanno testato l’azione combinata di THC, CBD e cisplatino su due diverse linee cellulari di tumore della cervice umana (chiamate HeLa e SiHa), confrontando l’effetto su cellule epiteliali mammarie sane (MCF-12A) per monitorare il livello di tossicità genenerale.
Ciò che è emerso ha confermato l’esistenza di un forte effetto sinergico: i cannabinoidi non si limitano a “coadiuvare” la chemioterapia, ma ne amplificano attivamente la potenza distruttiva contro il cancro, mostrando al contempo una spiccata selettività.
I tre pilastri della scoperta scientifica
I dati emersi si muovono lungo tre direttrici biologiche fondamentali:
Morte cellulare mirata (Apoptosi): La tripla combinazione (THC + CBD + cisplatino) ha innescato il suicidio programmato (apoptosi) nel 53% delle cellule HeLa e nel 58% delle cellule SiHa. La nota positiva? Sulle cellule sane di controllo l’effetto citotossico è rimasto decisamente inferiore (32%), dimostrando che il trattamento “prende di mira” preferenzialmente il tumore.
Il blocco del ciclo riproduttivo: Il mix terapeutico ha letteralmente congelato la capacità delle cellule tumorali di replicarsi, inducendo un arresto nella fase G2/M (in un tipo cellulare) e un accumulo nella fase sub-G1 (nell’altro), accelerandone la degradazione.
Disattivazione dello scudo genetico: Il vero punto di svolta molecolare risiede nella downregulation (cioè lo spegnimento) dei geni XRCC1 e RAD51. Questi geni fungono normalmente da “squadra di riparazione” che il tumore usa per aggiustare il proprio DNA dopo i danni inflitti dalla chemio. Bloccando questi geni, la cannabis impedisce alle cellule cancerose di rigenerarsi, lasciando che il cisplatino completi la sua opera distruttiva.
Autofagia: la cellula che “fa pulizia”
Lo studio ha inoltre evidenziato come l’esposizione a THC e CBD stimoli l’autofagia, un processo biologico attraverso il quale le cellule tumorali digeriscono i propri componenti interni alterati, spingendole ulteriormente verso il collasso strutturale.
Cosa cambia per il futuro della terapia oncologica?
È fondamentale sottolineare che si tratta di uno studio condotto in vitro (in laboratorio su colture cellulari), il che significa che saranno necessari successivi step di sperimentazione in vivo e clinica prima di vedere l’applicazione di questo protocollo nei reparti ospedalieri.
Tuttavia, questa ricerca traccia una strada chiarissima: l’uso coordinato e standardizzato dei cannabinoidi potrebbe permettere in futuro di ridurre i dosaggi di cisplatino necessari a eradicare la massa tumorale. Meno chemioterapia significa meno tossicità per i pazienti, una migliore qualità della vita durante le cure e una barriera più forte contro lo sviluppo di chemioresistenze. La sinergia tra natura e farmacologia oncologica non è mai stata così vicina.
Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42055476/
Per maggiori informazioni sulle attività dell’associazione o su come sostenerci, visita il nostro sito web o contattaci via mail.
Disclaimer Carlo Therapy
Blog a scopo puramente informativo. Per un parere o una diagnosi rivolgiti ad un professionista
Epilessia resistente e cannabis medica: cosa mostra lo studio brasiliano
Uno studio real-world nel sistema sanitario pubblico brasiliano Carlo Therapy Settembre, 02, 2026 facebook Tik tok Instagram Un nuovo studio…
NEWSLETTER
Iscriviti per rimanere aggiornato sulle ultime novità nel mondo della cannabis terapeutica.
Epilessia resistente e cannabis medica:…
Uno studio real-world nel sistema sanitario pubblico brasiliano Carlo Therapy Settembre, 02, 2026 facebook Tik tok Instagram Un nuovo studio pubblicato su Clinical Therapeutics porta dati interessanti sull’impiego di prodotti…
Recettore CB1 e Alzheimer: cosa…
Recettore CB1 e Alzheimer: che cosa è stato studiato Carlo Therapy Luglio, 30, 2026 facebook Tik tok Instagram Recettore CB1 e Alzheimer: uno studio pubblicato nel 2026 ha rilevato una…