Fibromialgia: gli estratti di cannabis riducono i sintomi gastrointestinali secondo uno studio italiano
- Carlo Therapy
- Luglio, 18, 2025
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Uno studio condotto a Baronissi, in Italia, e pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Rheumatology, ha confermato che gli estratti di cannabis possono offrire benefici significativi ai pazienti con fibromialgia e disturbi gastrointestinali. I ricercatori hanno seguito 46 pazienti affetti da fibromialgia, valutandone i sintomi prima e dopo sei mesi di trattamento con cannabis terapeutica. L’estratto utilizzato conteneva il 19% di THC e l’1% di CBD, con somministrazioni controllate nel tempo.
Durante il periodo di osservazione, molti pazienti hanno riportato una riduzione dei dolori epigastrici e addominali. In particolare, il 92% ha riscontrato un miglioramento della qualità della vita, con minore incidenza di gonfiore e bruciori gastrici. I risultati sono stati ottenuti grazie a un monitoraggio regolare, che ha permesso di raccogliere dati affidabili e coerenti.
Benefici principali emersi:
Riduzione del dolore addominale associato alla fibromialgia
Minor frequenza di bruciore e gonfiore gastrico
Secondo gli autori, i pazienti affetti da fibromialgia con diagnosi di IBS o dispepsia funzionale potrebbero trarre particolare giovamento da questo approccio terapeutico.
La ricerca evidenzia anche un altro elemento chiave: l’utilizzo della cannabis ha contribuito a ridurre il consumo di farmaci convenzionali. Molti pazienti con fibromialgia, infatti, ricorrono alla cannabis non solo per la gestione del dolore, ma anche per alleviare ansia, insonnia e tensione muscolare.
Ulteriori benefici riscontrati:
Maggiore tollerabilità rispetto ai farmaci tradizionali
Diminuzione dell’uso di analgesici e antidepressivi
In sintesi, lo studio dimostra che un approccio terapeutico a base di cannabis può migliorare in modo misurabile la vita dei pazienti affetti da fibromialgia. I risultati sono promettenti e incoraggiano nuovi percorsi clinici per affrontare una condizione spesso trascurata. Considerando che la fibromialgia colpisce milioni di persone nel mondo, è fondamentale approfondire ogni possibile trattamento che offra un’alternativa valida e sicura.
Fonti:https://www.clinexprheumatol.org/abstract.asp?a=22389
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