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Test Salivari non Affidabili

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Revisione scientifica: il test del fluido orale "non è l'ideale" per determinare l'esposizione o la compromissione della cannabis

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Ti spiego perché i test sulla saliva non sono affidabili per rilevare l’uso di cannabis

La crescente diffusione di normative che regolano l’uso della cannabis, sia a fini terapeutici sia ricreativi, ha spinto molti governi e aziende ad adottare test sui fluidi orali come metodo per identificare l’uso recente.

Tuttavia, i test sulla saliva non sono affidabili nel determinare l’effettiva compromissione dovuta al consumo di cannabis. Una recente meta-analisi pubblicata su Heliyon evidenzia come questi test mostrino una notevole variabilità, anche in presenza di dosi simili di THC. I risultati sono spesso incoerenti e, di conseguenza, poco attendibili. Le implicazioni sono rilevanti sia per la salute pubblica sia per le normative sul lavoro e sulla guida.

I test sulla saliva non sono affidabili anche per via della differente metabolizzazione individuale. I soggetti che inalano cannabis risultano positivi più facilmente rispetto a chi la assume per via orale. Inoltre, tracce di THC possono persistere nella saliva per oltre 24 ore, anche quando gli effetti psicoattivi sono del tutto assenti. Questo porta a falsi positivi che non rappresentano una reale compromissione. Secondo i ricercatori, l’uso di un limite soglia di 1 ng/mL non è valido per valutare l’idoneità alla guida o al lavoro.

I limiti dei test

Tra i limiti principali dei test OF:

  • Alta variabilità nei risultati tra soggetti che hanno assunto la stessa dose.

  • Presenza di THC ben oltre il periodo di intossicazione.

  • Diverso assorbimento tra somministrazione orale e inalazione.

I test sulla saliva non sono affidabili neanche come indicatori di compromissione delle capacità cognitive. La rilevazione di metaboliti nei fluidi corporei, inclusi sangue o urina, non rappresenta una correlazione diretta con la riduzione delle prestazioni. Per questo, esperti del settore raccomandano l’utilizzo di test basati sulle prestazioni. Questi metodi confrontano le capacità cognitive del soggetto con benchmark predefiniti e possono fornire risultati più accurati e scientificamente fondati.

In sintesi

Basare decisioni legali o lavorative esclusivamente sui test della saliva è scientificamente scorretto. È necessario che i sistemi di rilevazione si evolvano verso strumenti che valutino l’effettiva idoneità del soggetto. Perché, oggi più che mai, i test sulla saliva non sono affidabili per giudicare le condizioni mentali e fisiche di chi consuma cannabis, soprattutto in contesti critici come la guida o la responsabilità lavorativa.

 Fonte : https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11583706/

In Carlo Therapy, ci impegniamo a diffondere la conoscenza sulla cannabis terapeutica e a supportare i pazienti nella scelta di terapie personalizzate. 

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